
Dopo il clamoroso flop di Sex and the City 2, sarebbe stato difficile immaginare nuovamente Carrie Bradshow protagonista di qualche nuova avventura metropolitana. La serie tv “Sex and the City”, la più esplicita che sia mai stata scritta riguardo al sesso, ha per la prima volta coraggiosamente narrato una tipologia di donna, la “single in carriera”, emancipata, colta, intraprendente, “postmoderna”. Un fenomeno mediatico di grande portata, una rivoluzione culturale, un ripensamento della rapprentazione del ruolo femminile nella società.
Diretto egregiamente, scritto con altrattanta bravura, incentrato sulle vite di quattro trentenni in cui molte donne si potevano identificare, Sex and the City ha fatto storia segnando un’epoca (oltre 50 nomination agli Emmy, 7 vinti, 24 nomination ai Golden Globes, 8 vinti). Eppure, il lustro della leggendaria e acclamatissima serie tv prodotta dalla Hbo,si disse in realtà già dopo il primo sequel cinematografico, è andato sbiadendosi negli anni. Dopo la gelida accoglienza della critica e gli scarsi riscontri al botteghino di Sex and The City 2, l’attore Chris North, ”Mr.Big” aveva commentato lapidario: “ È finita. Il franchising è morto”.
Continua »