
Perchè scegliamo una persona piuttosto che un’altra? Cosa ci spinge a volerla rivedere a desiderarla fisicamente? E infine, esiste il colpo di fulmine? Per rispondere a queste domande tutt’altro che ovvie, la rivista Psychologies di settembre 2011 ricorre all’aiuto di un esperto, Pierangelo Grazia, saggista-medico scientifico su temi di neuroscienze.
Innanzitutto scopriamo che il processo di innamoramento è molto meno “romantico” di quanto forse immaginiamo: “La vita deve perpetuare se stessa, e per farlo, ha inventato ciò che chiamiamo amore. In questo fenomeno non c’entrano solo neuroni e ormoni, cioè le sostanze di cui sono fatti i sentimenti, ma l’intero organismo umano. Però alcune parti arcaiche del cervello deputate alle emozioni si influenzano reciprocamente nel far nascere il desiderio di legarci ad una persona, di rivederla e avere una relazione sessuale. Il cervello produce alcuni neuropeptidi, vasopressina e ossitocina (gli ormoni della socializzazione e dell’attaccamento) e questo contribuisce a suscitare in noi tutte le emozioni e i sentimenti riferiti all’amore: desiderio, attrazione, voglia di far coppia, condividere esperienze”. Continua »