
In Francia sono già molti i produttori di vino e champagne che hanno denunciato i rischi dei cambiamenti climatici sulla produzione vinicola. Ora tocca all’Italia con un documento che sposta l’attenzione sull’influenza che il climate change esercita sui vini di casa nostra.
Vinitaly, la più grande vetrina italiana sulla produzione vitivinicola e i marchi d’eccellenza, si chiude oggi a Verona. Ma il salone internazionale del vino non ha attirato soltanto l’attenzione di sommelier e intenditori: anche gli ambientalisti si sono interessati alla produzione vitivinicola, ed è proprio analizzando le date dei raccolti e le fasi di produzione che sono giunti a conclusioni preoccupanti, riassunte nel documento di Greenpeace “Quale futuro per il vino italiano?“.




